06 ottobre 2026
Dalla ricerca alle competenze: preparare le organizzazioni alle tecnologie del futuro
Dall’HIT Radar del DEVO Lab alla formazione executive: SDA Bocconi ha riunito faculty e imprese per discutere come trasformare l’evoluzione tecnologica in competenze e cambiamento organizzativo.

Comprendere quali tecnologie avranno un impatto sulle imprese è solo il primo passo. La sfida più complessa è trasformare questa conoscenza in competenze diffuse, nuovi modi di lavorare e capacità concrete di innovazione. È il messaggio emerso dall’evento organizzato in SDA Bocconi, che ha costruito un percorso dalla ricerca del DEVO Lab alla formazione executive, fino al confronto con alcune grandi aziende impegnate nella trasformazione digitale. Un dialogo che ha mostrato come l’adozione tecnologica non possa essere separata dallo sviluppo delle persone e dalla capacità delle organizzazioni di accompagnare il cambiamento.
Interpretare le tecnologie prima di adottarle
La riflessione è stata introdotta da Gianluigi Castelli, Direttore del DEVO Lab e Associate Professor of Practice, IT Management, e dai ricercatori del DEVO Lab, Nico Abbatemarco, Assistant Professor of Practice, Digital Transformation and Cyber Security, Leonardo De Rossi, Assistant Professor of Practice, Digital Transformation, Lorenzo Diaferia, Adjunct Lecturer, Digital Transformation e Beatrice Riva, Knowledge Analyst, Digital Transformation, che hanno presentato l’HIT Radar 13, ricerca che monitora le tecnologie ad alto impatto e ne valuta rilevanza e prospettive per le imprese attraverso tre dimensioni: la distanza dall’adozione, l'impatto e la velocità di avanzamento.
In un panorama dominato dall’AI ma caratterizzato da evoluzioni molto più ampie (dalla cybersecurity alle nuove infrastrutture digitali, dal quantum computing alla robotica), il messaggio per le imprese è quello di evitare approcci guidati dalle mode tecnologiche e comprendere invece quali innovazioni siano realmente coerenti con il proprio contesto, i propri processi e gli obiettivi di business, valutandone anche ritorni e implicazioni organizzative.
Dalla conoscenza alla formazione executive
È proprio dalla ricerca che nasce la possibilità di costruire percorsi formativi capaci di accompagnare manager e organizzazioni nell’interpretazione del cambiamento. Come ha sottolineato Gianluca Salviotti, Associate Professor of Practice, Digital Transformation, le evidenze prodotte dal DEVO Lab alimentano infatti la formazione executive di SDA Bocconi, trasformando il monitoraggio delle tecnologie in occasioni per sviluppare consapevolezza, pensiero critico e capacità di valutare concretamente opportunità e rischi.
In uno scenario in cui tecnologie e applicazioni evolvono a una velocità difficilmente compatibile con modelli di aggiornamento tradizionali, la formazione non può limitarsi al trasferimento di conoscenze tecniche. Deve aiutare le persone a comprendere dove sperimentare, quali use case sviluppare, come governare i rischi e, soprattutto, come integrare le nuove tecnologie nei processi e nelle strategie aziendali. La ricerca diventa così il punto di partenza di un processo continuo che collega scouting, apprendimento e trasformazione organizzativa.
Come le imprese stanno costruendo le competenze per l’AI
La tavola rotonda, moderata da Ferdinando Pennarola, Direttore Scientifico del DEVO Lab e Associate Professor, Leadership, ha portato il confronto sul terreno delle esperienze aziendali, attraverso le testimonianze di Stefania Capelli, HR Business Partner Sales, South Europe, CISCO, Valeria De Flaviis, Head of Innovation & Emerging Technologies, Cassa Depositi e Prestiti, Esmeralda Faccioli Pintozzi, Head of Digital Change Management, UniCredit, e Maria Vittoria Giancola, Digital Strategy & Innovation Labs and IT Business Partners Director, Prysmian. Pur partendo da contesti differenti, le esperienze condivise hanno mostrato un percorso comune: dall’awareness e dall’AI literacy alla sperimentazione, fino alla costruzione di community interne e modelli più strutturati per integrare l’AI nei processi.
Un elemento centrale è il ruolo della formazione come leva di change management. I percorsi più efficaci combinano momenti dedicati alle fondamenta con workshop applicativi, sviluppo di use case e confronto tra colleghi, differenziando spesso la formazione destinata all’intera popolazione aziendale da quella rivolta ai leader. Il coinvolgimento del top management, la nascita di community interne e la presenza di ambassador capaci di diffondere competenze e pratiche diventano così strumenti per trasformare l’adozione individuale della tecnologia in un cambiamento più ampio della cultura organizzativa.
Il confronto ha evidenziato anche la crescente attenzione alla misurazione dell’impatto. Tassi di adozione, utilizzo degli strumenti, ore risparmiate, qualità degli output e impatto economico dei singoli use case sono alcuni degli indicatori utilizzati dalle aziende. Ma il tema va oltre l’efficienza: il tempo liberato dalla tecnologia può essere reinvestito in attività a maggiore valore aggiunto, rendendo necessario ripensare ruoli, competenze e modalità di lavoro.
L’incontro ha mostrato così come ricerca, formazione e trasformazione aziendale siano parti dello stesso percorso. Comprendere le tecnologie emergenti permette di anticiparne le implicazioni; sviluppare le competenze consente alle persone di utilizzarle con maggiore consapevolezza; sperimentarle nei processi rende possibile tradurre il loro potenziale in valore. In questo passaggio continuo tra conoscenza e applicazione si rafforza il ruolo del dialogo tra SDA Bocconi e le imprese: non soltanto osservare il cambiamento tecnologico, ma costruire insieme le capacità necessarie per governarlo.
















