16 marzo 2026

Dai framework alla responsabilità: l’esperienza MBA a San Patrignano

General management and strategyLeadership, HR and organizationSustainability, diversity and inclusion
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Nelle aule SDA Bocconi la Business Ethics è pensata per essere più di un esercizio teorico confinato al campus. Quest’anno, nell’ambito della Diversity & Inclusion Week del Full-time MBA, il corso si è evoluto in un’esperienza ancora più immersiva: tre giorni di attività interattive seguiti da una visita sul campo facoltativa, pensata per portare i concetti discussi in aula dentro contesti organizzativi reali.

Come spiega Clio Gressani, Executive Fellow of Sustainability, “insieme al mio collega Urs Mueller e al Direttore Accademico dell’MBA Stefano Pogutz abbiamo ulteriormente sviluppato il modo in cui insegniamo Business Ethics e Diversity, Equity & Inclusion”, concentrando il percorso di apprendimento in una settimana dedicata che consente agli studenti di confrontarsi con questi temi in modo più profondo.

La realizzazione di questa esperienza immersiva è stata guidata dall’MBA Ethica Club, presieduto da Sarah Abou Abdallah, che ha fortemente voluto trasformare l’iniziativa nell’evento flagship del Club. Convinti che l’etica debba essere vissuta e non semplicemente discussa in astratto, i membri del Club hanno lavorato a stretto contatto con la faculty per dare forma al progetto.

La destinazione scelta per questa esperienza è stata San Patrignano, una delle più grandi comunità residenziali europee dedicate al recupero e al reinserimento sociale di persone che affrontano percorsi di uscita dalla dipendenza. L’obiettivo era chiaro: mettere in discussione le proprie convinzioni, confrontarsi con i propri pregiudizi e osservare da vicino un modello organizzativo alternativo. Un modello che rappresenta anche una potente forma di imprenditorialità sociale, capace di combinare attività economica, forte impatto sociale e una governance basata sulla comunità.

 

Mettere in discussione i pregiudizi: dalla categoria alla persona

Uno dei temi centrali del corso riguarda il funzionamento dei nostri sistemi cognitivi: il modo in cui il pensiero rapido e automatico genera bias che influenzano le nostre percezioni ancora prima che ne siamo consapevoli.
Abbiamo tutti dei pregiudizi legati al tema della dipendenza”, spiega Clio. “La questione non è se li abbiamo o meno. La vera domanda è: cosa decidiamo di farne?

La visita a San Patrignano ha rappresentato un’occasione potente per creare nuove associazioni mentali, aiutando gli studenti a passare dalla categoria alla persona. Perché, quando gli stereotipi lasciano spazio a nomi, volti e storie, il giudizio lascia il posto alla comprensione.

Per gli studenti e le studentesse MBA, questo cambiamento è avvenuto quasi immediatamente. Sarah ricorda così una conversazione con uno dei residenti:
Mi sono resa conto che non siamo così diversi come pensiamo. Il confine tra ‘noi’ e ‘loro’ è molto più sottile di quanto immaginiamo.” Una consapevolezza profondamente personale, ma allo stesso tempo universale, che si è rivelata uno degli insegnamenti più significativi dell’esperienza.

 

Un modello di comunità e responsabilità

L’idea alla base dell’iniziativa è semplice quanto urgente: l’etica non si delega.
Come afferma Sarah, “le pratiche etiche non sono qualcosa che si affida al team DEI: sono qualcosa che si vive e si respira ogni giorno nel proprio ruolo”.

Il modello organizzativo di San Patrignano si discosta in modo significativo da quello delle organizzazioni orientate al profitto. I residenti entrano nella comunità dopo molti colloqui, vengono assegnati a gruppi di lavoro e si impegnano in un percorso strutturato. Lavoro, disciplina ed eccellenza sono elementi centrali. Attraverso la ricorsività delle attività e standard elevati, i residenti ricostruiscono la propria autostima e imparano a provare orgoglio nel fare bene le cose.

Ciò che rende questo modello particolarmente significativo è però la forza della dimensione comunitaria. Chi è più avanti nel percorso affianca i nuovi arrivati; molte decisioni sulla vita quotidiana vengono prese collettivamente; la responsabilità è condivisa ma mai diluita. La comunità costruisce senso di responsabilità attraverso pratiche quotidiane e gli errori vengono riconosciuti apertamente e trasformati in opportunità di crescita. Clio riassume questo approccio come “la massima espressione di sicurezza psicologica: puoi mostrare le tue vulnerabilità e partire proprio dagli errori per crescere”.

 

La leadership inizia da come ci si pone

L’esperienza ha anche offerto una nuova prospettiva sul significato della leadership per i futuri manager. Come insegna Clio, la leadership si fonda su curiosità, coraggio e autentica vulnerabilità.

A San Patrignano gli studenti hanno visto come la vulnerabilità sia lontana dal concetto di debolezza e anzi il punto di partenza per una vera crescita. I leader della comunità — residenti che hanno compiuto passi più avanti nel proprio percorso — guidano gli altri proprio perché riconoscono apertamente i propri errori passati e le sfide ancora presenti.

Sarah racconta di essere stata particolarmente colpita da un intervento di Antonio Boschini, responsabile delle pratiche terapeutiche di San Patrignano ed ex residente della comunità. Ripercorrendo il proprio percorso personale, Boschini ha spiegato come il senso di responsabilità individuale abbia avuto un ruolo decisivo nella sua rinascita.
Per Sarah, il messaggio si traduce perfettamente anche nella vita manageriale:
Sei responsabile di come ti poni. E il modo in cui lo fai ha un impatto sulle persone che ti circondano.”

 

Oltre la torre d’avorio

Per l’MBA di SDA Bocconi, iniziative come questa riflettono una filosofia educativa più ampia: la leadership etica deve superare modelli e framework. Richiede un’esposizione alla complessità, alle storie umane, a organizzazioni che operano con logiche e finalità diverse.

Quando lo vivi in prima persona, tutto assume una profondità diversa”, riflette Clio.
Quello che studenti e studentesse hanno incontrato a San Patrignano è stato molto più di un racconto semplificato sulla dipendenza o sulla redenzione, ma un ecosistema organizzativo complesso, costruito su disciplina, responsabilità reciproca e sostegno della comunità.

La visita ha messo in discussione alcune convinzioni su merito, fallimento e seconde possibilità. Ha stimolato una riflessione su come le organizzazioni possano creare ambienti in cui le persone si sentano valorizzate, responsabili e libere di crescere. E ha rafforzato un’idea semplice ma potente: l’inclusione non è una policy — è una pratica.

In SDA Bocconi crediamo che la leadership etica sia il fondamento stesso della buona leadership: quella che crea valore perché nasce da valori. E tutto inizia da come ciascuno sceglie di porsi — verso sé stesso, verso il proprio team e verso le comunità che serve.

 
 

SDA Bocconi School of Management