27 febbraio 2026
Capitali europei per l’economia europea, una sfida tutta da vincere
L’Ambasciata italiana a Londra ha ospitato un dialogo sull’evoluzione della finanza europea tra la giornalista di Bloomberg Television Francine Lacqua e il Dean Stefano Caselli

L’Italia e l’Europa tutta hanno bisogno di un sistema bancario robusto e con la dimensione adeguata da fare concorrenza a quelli americano e cinese. Un “grande” sistema bancario serve, infatti, a convogliare i risparmi italiani e più in generale europei verso le imprese europee, stimolando l’innovazione, la crescita del sistema produttivo e del PIL. Oggi il nostro sistema è sicuramente in salute, ma non abbastanza grande. I risparmi, che per l’Italia costituiscono una vera e propria “risorsa naturale,” sono ancora troppo spesso convogliati verso economie esterne attraverso l’acquisto di prodotti finanziari sviluppati altrove e che beneficiano altri.
Ieri sera, a Londra, l’Ambasciata italiana, ha ospitato un dialogo tra Francine Lacqua, Editor-at large e Anchorwoman di Bloomberg Television, e Stefano Caselli, Dean di SDA Bocconi School of Management, su “The evolution of the banking and finance sector: What’s next in Italy & Europe.” L’evento era organizzato dall’Ambasciata, SDA Bocconi e Brunswick.
Il dialogo, introdotto dall’Ambasciatore Inigo Lambertini, è iniziato con una disamina dello stato di salute del sistema bancario e finanziario europeo. “Le banche europee, e quelle italiane prima di tutto, godono di ottima salute,” ha affermato Caselli, “tanto che molte di esse sono in grado di finanziare una crescita attraverso acquisizioni. Alcune sarebbero anche in grado di crescere all’estero, ma le OPA transfrontaliere incontrano resistenze anche da parte dei governi. D’altra parte, c’è assoluta necessità di crescere soprattutto nell’investment banking e nell’asset management. Perché il processo di cross-border M&A cominci davvero, superando le resistenze nazionali, forse dovrebbero incrociarsi due o tre grandi operazioni, con diverse banche dello stesso paese nel ruolo di acquirente e di target.”
Non c’è nessun dubbio che l’Europa abbia bisogno di una Banking Union,” ha affermato Caselli, “e i cross-border M&A sono uno dei due ingredienti principali. L’altro è una regolamentazione che consenta alle banche di utilizzare in un paese diverso i capitali raccolti ovunque.”
Qualsiasi esito diverso porterebbe il sistema finanziario, che in Europa rimane bancocentrico, a non essere in grado di finanziare la crescita di quei campioni europei capaci di crescere, attirare talenti e creare filiere nelle quali anche le PMI locali possono trovare un collocamento conveniente.
Stimolato da Lacqua sull’attrattività di Milano per gli stranieri che vi si trasferiscono, Caselli ha sottolineato l’importanza degli incentivi. “Come gli incentivi fiscali contribuiscono anche alla scelta di chi viene a vivere a Milano dall’estero, altri incentivi dovrebbero favorire l’utilizzo del risparmio per la crescita. In quanto a Milano, la città è effettivamente capace di attrarre capitale umano, a partire dai sempre più numerosi studenti che, dall’estero, vengono a studiare nelle sue università. E lo fanno per l’ambiente sociale e la cultura, che sono gli aspetti che dovremmo promuovere.”
SDA Bocconi School of Management

