Le piattaforme digitali tra spinta all’innovazione e regolamentazione del mercato: un nuovo monitor SDA Bocconi

Platform Economy & Regulation Monitor

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Il mercato delle piattaforme sta rivoluzionando l’economia di prodotti e servizi digitali. Si tratta di nuovi strumenti che stanno guidando non soltanto l’evoluzione della ricerca in ambito informatico e ingegneristico, ma anche l’implementazione di nuovi modelli di business e di modalità inedite attraverso cui generare valore.

All’interno di questo contesto, le aziende che controllano queste piattaforme stanno aumentando in maniera esponenziale la loro forza economica e la loro capacità di indirizzare i futuri sviluppi dell’innovazione tecnologica. Un ruolo che sta suscitando crescenti preoccupazioni. In primis, ci si chiede quali siano le logiche che guidano la distribuzione del valore generato tra i diversi attori. In secondo luogo, vi è anche il timore che le Big Tech possano esercitare un potere di tipo “monopolistico”, dando vita a dinamiche concorrenziali sempre più sleali.  

Ecco perché accademici ed esperti del settore stanno promuovendo nuovi principi di “Fairness” e “Contestability” come punto di riferimento per la creazione di un contesto normativo in grado di regolamentare con più efficacia la concorrenza all’interno dei mercati digitali. In particolare, il recente Digital Markets Act (o DMA) dell’Unione Europea potrebbe avere un impatto significativo non solo in relazione alle Big Tech, ma più in generale nella regolazione dei rapporti che garantiscono il corretto funzionamento dell’economia delle piattaforme.

L’evento promosso dal nuovo Platform Economy & Regulation Monitor di SDA Bocconi nasce proprio da questa esigenza: discutere le nuove prospettive rispetto ai temi della regolamentazione dei mercati e dell’innovazione dell’economia digitale. Per farlo, sono stati invitati alcuni dei maggiori esperti accademici, nonché rappresentanti delle autorità antitrust e delle aziende Big Tech.

Dopo i saluti istituzionali di Paola Cillo, Director of Research for Corporate and Financial Institutions - Claudio Dematté Corporate and Financial Institutions, Carmelo Cennamo, Direttore del nuovo Platform Economy e Regulation Monitor, ha dato avvio ai lavori fornendo subito una definizione specifica di economia digitale. Ha affermato: “I mercati digitali sono profondamente strutturati a partire dalla presenza di piattaforme centrali in grado di mettere in contatto diverse tipologie di attori: fornitori di servizi e prodotti, consumatori, aziende.” Ed è proprio la centralità di queste piattaforme ad aver generato quella che Cennamo definisce “The Dark Side of Power”, dove le stesse aziende proprietarie delle piattaforme sono apostrofate come “Gatekeepers”, ovvero attori in grado di “influenzare” l’accesso ai mercati digitali di nuovi prodotti e servizi, arrivando perfino a controllare interi ecosistemi. Da qui nasce la domanda: quale rapporto esiste tra innovazione e competitività? Quali strumenti possono tutelare il principio cardine della concorrenza leale e permettere ai player più innovativi di competere ad armi pari con le Big Tech?

Secondo Frédéric Jenny, “quando si parla di innovazione e competitività nei mercati digitali, sarebbe necessario investire ulteriormente nella ricerca e nello studio delle nuove relazioni che sussistono tra i maggiori ecosistemi digitali del mondo e gli attori ad essi collegati. Integrando due diversi approcci: il primo per osservare in dettaglio la competitività che esiste all’interno di una singola piattaforma; il secondo per focalizzarsi, invece, sulle dinamiche concorrenziali tra le diverse piattaforme.”

A questo proposito, per Alexandre De Streel, il Digital Markets Act emanato dall’Unione Europea potrà favorire un’equilibrata concorrenza sia internamente a un singolo ecosistema sia tra le diverse piattaforme. Ha commentato: “Su entrambi i livelli, l’obiettivo fondamentale del DMA è quello di promuovere non solo la qualità dell’innovazione, ma anche la sua diversificazione.” Diversificazione che si pone come fattore chiave per proteggere la competitività di start-up molto innovative, ma svantaggiate rispetto alla forza commerciale e finanziaria delle Big Tech.

Antonio Buttà Chief Economist, AGCM, Italy Competition Authority, ha fatto notare come vi siano una serie di assunzioni alla base delle regole fissate nel DMA non del tutto scontate. Secondo Buttà la relazione tra concorrenza e innovazione, seppur studiata negli anni, è complessa, non lineare e richiede quindi maggiore analisi, soprattutto nel contesto digitale. Inoltre ha enfatizzato la necessità di guardare non ai singoli mercati ma all’intero ecosistema di innovazione legato alla piattaforma. 

Infine, un breve focus sul ruolo dei dati: come sfruttare il loro enorme potenziale e aumentare la competitività rispettando al tempo stesso i consumatori e gli stakeholder in termini di privacy e trattamento delle informazioni personali? Un esempio concreto arriva dal Regno Unito, dove è stato istituito il Digital Regulation Cooperation Forum. Un organismo nato per rafforzare la collaborazione tra le quattro maggiori autorità di regolamentazione britanniche. Il suo obiettivo è quello di studiare le interazioni tra dati, privacy, concorrenza, comunicazioni e contenuti, per offrire al mercato, alle aziende e ai consumatori indirizzi normativi chiari, trasparenti e in linea con le più recenti sfide poste dall’economia digitale.

Ancora in merito al ruolo dei dati per la creazione di valore e concorrenza, Pierre Regibeau Chief Economist, DGCOMP, EU Competition Authority, ha sottolineato come ancora abbiamo una conoscenza accademica limitata sugli economics dei dati, in particolare in merito alla scala minima necessaria per generare valore dall’analisi dei dati, e a partire da quale livello gli incrementi sono marginali se non decrescenti. 

Ha partecipato al dibattito: Eliana Garces (Director, Economic Policy, Meta e la moderazione, invece, è stata curata da Cristina Alaimo (Academic Expert, Luiss).



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