Guerra: la leadership è ascolto e direzione d’orchestra

EMF - Executive Master in Finance Leader Series

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Il direttore d’orchestra è la metafora utilizzata per descrivere la leadership da  Andrea Guerra, CEO di LVMH Hospitality Excellence, protagonista della Leader Series EMF - Executive Master in Finance, diretto da Andrea Beltratti, Academic Director e Alessia Bezzecchi, Program Director  durante l’incontro con la Classe 2021.. Il direttore deve innanzitutto ascoltare, deve convincere i maestri musicisti a dargli fiducia e a seguirlo nei tempi e nelle pause anche facendoli stare bene, e grazie a questo può dirigere. Il suono è il prodotto ma anche il collante, l’elemento fisico ma immateriale che testimonia l’esistenza dell’orchestra e la sua capacità di performance. L’azienda, come l’orchestra, è una comunità.

L’iter professionale: la carriera di Guerra è troppo ricca per poter essere sintetizzata in poche righe, basta ricordare le esperienze iniziate nella catena alberghiera Marriott Italia dove diventa direttore marketing, proseguite in Merloni Elettrodomestici, dove inizia dalla logistica per assumere la responsabilità delle operazioni in Turchia per diventare amministratore delegato del gruppo nel 2000 sugellandone il successo. Nel 2004 l’inizio in Luxottica (per essere inserito nella lista del Financial Times delle "25 stelle del business"), poi Eataly e infine LVMH. “Una delle esperienze più significative è stata proprio quella che mi ha visto coinvolto in Turchia, invìato dall’amministratore delegato Caio, lontano dalla comfort zone per occuparmi di aspetti produttivi che non conoscevo perfettamente. Questa esperienza mi ha insegnato tante cose, tra le quali la necessità di adattarsi, affidarsi ai colleghi e ispirare il team per saper costruire la strada assieme a chiunque”.

L’economia globale e l’Italia: “I trend di cambiamento sono accelerati negli ultimi anni?” chiede Beltratti. “Non si tratta di un fenomeno recente, la continua accelerazione esiste da almeno vent’anni, un ventennio che ha trasformato il mondo anche nel mezzo di grandi crisi, quella attuale è almeno la terza dall’inizio del nuovo millennio, che non sono più rappresentabili come cigni neri. Anche questo periodo ci insegna qualcosa, ad esempio che il panico professionale non è necessariamente un male, ma è un incentivo a fare meglio e indica la possibilità di trasformazione che altrimenti ignoreremmo rimanendo nella zona confortevole.” “E l’Italia?” “La situazione è negativa. Il paese è per certi aspetti in vendita. Però il problema non sono i soldi, l’elemento chiave è far ritornare la fiducia, e questo può essere fatto risolvendo alcuni grandi problemi del nostro paese come l’eccesso di burocrazia e i tempi della giustizia civile”.

Real estate e hospitality. “Il turismo è certamente in grande difficoltà a causa della pandemia, e non sappiamo esattamente quando si tornerà alla normalità. Noi ci prepariamo cercando di rimanere sempre vicini ai nostri clienti e migliorando ulteriormente quello che già facevamo bene prima. Il momento chiave sarà quello in cui gli europei si sentiranno liberi di vivere, viaggiare e muoversi. In quel momento bisognerà essere pronti, anche perché ci sarà una fase tumultuosa in cui sarà necessario soddisfare una grande domanda che è rimasta inespressa per così tanto tempo. Proprio per questo adesso è il momento di continuare a comunicare con i nostri clienti: le nove generazioni ci osservano e ci valutano costantemente”.

L’uso della finanza: “la finanza è una fonte inesauribile di creazione di valore. Non è solo controllo, è anche strategia. Tramite la finanza gli imprenditori possono meglio comprendere l’insieme delle possibilità di azione aperte alle aziende al fine di perseguirne alcune. Gli imprenditori italiani sono stati tradizionalmente avversi all’uso della finanza in chiave strategica e di crescita aziendale, e oggi vediamo il risultato di certe scelte nel nanismo che caratterizza il nostro sistema industriale. Solo alcuni hanno avuto la lungimiranza di usare le possibilità aperte dalla finanza al fine di crescere e creare ricchezza e posti di lavoro, come ad esempio fece Del Vecchio alla fine degli anni ottanta quando decise di quotare l’azienda per reperire risorse finanziarie e diventare uno dei leader mondiali nel suo settore”.

Leadership: “Il leader aziendale deve saper coinvolgere. Due valori cruciali ma spesso trascurati nel management sono la rilevanza del momento presente e la capacità di trovare punti di compromesso. Spesso in azienda si vive proiettati sul futuro, trascurando la rilevanza del “qui e ora”. Si tratta di un valore da affermare e portare al centro della cultura aziendale. Ma ugualmente è la disponibilità a trovare compromessi rispetto a posizioni inizialmente divergenti: questo richiede tempo ed energia mentale, e si basa sull’ascolto e sulla comprensione delle esigenze altrui. Il compromesso però non è una brutta soluzione, è anzi un modo molto apprezzabile di conciliare le esigenze di tutti con l’obiettivo di assicurare il miglior futuro possibile ai progetti che coinvolgono più persone. Per questo il leader deve saper ascoltare, interpretare, e rinunciare a volte al perseguimento degli obiettivi con soluzioni più efficaci nel breve termine ma che è opportuno adottare quando i tempi sono maturi anche se subottimale – “bisogna combattere solo le battaglie che si è in grado di affrontare avendo ben chiara la strategia per vincere la guerra”.

Quali consigli si sente di dare ai partecipanti dell’Executive Master in Finance? “Quando parlate con una nuova azienda, ricordatevi che l’azienda vi sottopone ad esame quanto voi sottoponete ad esame l’azienda stessa. Il colloquio è bilaterale, usatelo per scoprire le caratteristiche di chi sta di fronte a voi, per capire i suoi progetti e la voglia di investire e anche il ruolo che intendono proporvi nell’ambito dell’organizzazione. E magari, cercatevi un mentore, una persona di esperienza che vi dia fiducia e sia in grado di ispirarvi e seguirvi nei passi fondamentali della vostra carriera”.





SDA Bocconi School of Management.

EMF Leader Series con Andrea Guerra

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