Gli aspetti positivi del Private Equity

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Andando a cogliere gli aspetti positivi degli investimenti in private equity e combinando i vantaggi tipici dell’IPO, lo strumento delle Special Purpose Acquisition Companies (SPAC) apre interessanti orizzonti agli investitori di capitale.

Le SPAC, inizialmente veicoli societari contenenti esclusivamente cassa, sono costituite per reperire risorse finanziarie tramite la quotazione sui mercati regolamentati. I capitali raccolti sono funzionali a selezionare e acquisire, in un orizzonte temporale di 18/24 mesi, una società operativa (c.d. target) con la quale dar luogo ad un’aggregazione (c.d. business combination). La società target, in questo modo, può approdare indirettamente in Borsa attraverso una fusione inversa, garantendo la way- out agli investitori.

In occasione del convegno “Go public or go private: verso nuovi modelli e approcci di gestione” promosso dal Laboratorio di Private Equity (PE) & Finanza per la Crescita, si è discusso del mercato delle acquisizioni italiane, di private equity e del nuovo mondo delle SPAC. Dopo i saluti istituzionali di Alessandro Minichilli, Direttore Ricerche - Divisione Claudio Dematté Corporate and Financial Institutions di SDA Bocconi, Valter Conca, Direttore del Laboratorio Pe & Finanza per la Crescita, ha illustrato lo scenario attuale del mercato delle acquisizioni in Italia con un focus specifico sul mercato del PE. È emerso un trend in crescita con picco di operazioni nel 2016, evidenza di un clima di maggiore ottimismo rispetto all’economia reale. Il segnale è ancora più positivo se si considera che il 60% delle operazioni riguardano bidder italiane, tra le quali il 25% sono Piccole e Medio Imprese (PMI). Relativamente al mercato del PE, si evidenzia come sia ancora dominato da operazioni di buyout, con un numero rilevante di secondary buyout; non significativi in termini di numerosità gli interventi di turnaround, segnale di una scarsa presenza di fondi dedicati nello specifico ambito.

Emanuele Carluccio, Professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Verona ha presentato i risultati della ricerca svolta nell’ambito del Pe Lab sul ruolo delle SPAC,  ricerca partita dall’osservazione del mercato in USA. Si è analizzata l’evoluzione del fenomeno in Italia e le principali caratteristiche delle operazioni fino ad oggi perfezionate. Ad oggi in Italia risultano 25 SPAC di cui 13 in cerca di business combination per un totale di capitale raccolto pari a 3,5 miliardi di euro.

A seguire l’intervento di Simone Strocchi, Fondatore & Managing Partner di Electa Group, ha evidenziato i principali trend del mercato delle SPAC e i nuovi approcci derivanti dalla presenza di promotori ricorrenti.
Sulla base dell’esperienze vissute dagli operatori presenti attorno alla tavola rotonda quali, Luca Giacometti, Chairman & MD di Glenalta Food, Leo De Rosa, Fondatore & Managing Partner dello Studio Russo De Rosa, Alberto Franceschini, Presidente Consiglio di Amministrazione di Ambromobiliare, Stefano Speroni, Partner di Dentons, Matteo Liberali, Azionista di controllo, LU-VE, Luca Tavano, Borsa Italiana, Edoardo Tamburini, Banca IMI in qualità di moderatore, si è discusso di innovazioni e approcci alternativi per un differente modello di SPAC e dell’adeguatezza di questo strumento per la struttura delle PMI italiane.

SDA Bocconi School of Management

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