Covid-19 e la crisi del multilateralismo

SDA Bocconi Insight - Sotto la lente - A. M. Hiedemann

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«Viviamo in un mondo in cui le sfide globali sono sempre più integrate e le risposte sempre più frammentate: se tutto questo non viene invertito, avremo una ricetta per il disastro». Queste le parole pronunciate a Davos il 24 gennaio 2019 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, durante il suo intervento in occasione del consueto meeting annuale del World Economic Forum.

 

A poco più di un anno e mezzo di distanza, e riascoltandolo con le orecchie di un mondo attraversato dalla pandemia da Covid-19, il suo discorso risulta quanto mai attuale, facendo emergere in modo chiaro e puntuale cosa sia venuto meno nelle misure adottate dai governi dei Paesi colpiti da questa emergenza. Misure che si affiancano tra loro, ma che mancano di coesione e congiunti sforzi per un’unica, coordinata e strutturata azione su scala globale. Misure in cui, a fronte di interventi politici straordinari, 1+1 non sempre fa 2. Per dirlo in altre parole, è mancata una risposta capace di proporre un approccio davvero multilaterale per far fronte all’emergenza.

 

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