Come evolve il mercato del lavoro?

Career Service, SDA Bocconi School of Management

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“Le condizioni del mercato del lavoro sono mutate in fretta nel corso dell’ultimo quinquennio, soprattutto a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale (anche nei processi di assunzione), della trasformazione digitale, della mutata funzione della pianificazione finanziaria e del budgeting, nonché delle nuove tecniche di gestione della supply chain, della creazione del valore e dei processi di innovazione”, esordisce Sabyne Moras, Head of Career Service di SDA Bocconi School of Management.

 

A causa della pandemia molti ruoli e posizioni sono stati congelati e i processi di assunzione rinviati o ritardati. “Anche i grandi head hunter e le società di ricerca di personale executive hanno visto calare i mandati e la chiusura dei processi di selezione fino al 30-40 per cento”, riferisce Moras.

 

Per affrontare questa crisi la Scuola ha ulteriormente attivato il rapporto con gli Alumni, puntando a inserire gli studenti in progetti pro bono a breve termine in modo da permettere loro di proseguire il percorso di apprendimento misurandosi con autentici casi aziendali e problemi di business di prima mano.

 

Assistiamo nel contempo a una positiva tendenza verso modalità di lavoro flessibili, con l’introduzione dello smart working anche in aziende in cui non era presente prima della pandemia. Si tratta di un enorme cambiamento per alcuni Paesi, primo fra tutti l’Italia, in cui questo sistema non era ancora adottato su vasta scala: “Il lavoro a distanza permette non solo di continuare a essere operativi in maniera efficiente da casa o da altri luoghi, quando ciò è possibile”, prosegue Moras, “ma ha anche spinto le aziende a rendere virtuale il processo di selezione dei nuovi dipendenti e a inserirli nella cultura aziendale tramite percorsi di onboarding interamente online. Alcuni dei nostri studenti hanno ricevuto offerte di lavoro e sono stati assunti da aziende del settore farmaceutico, della consulenza o dell’e-commerce, cominciando a lavorare interamente da remoto”.

 

Importante da notare anche un altro trend: le aziende hanno lavorato e continuano a lavorare per attrarre i migliori talenti, le competenze manageriali necessarie e le affinità con la cultura aziendale. Per reclutare i talenti migliori hanno messo in campo processi di selezione molto più articolati. Nella maggioranza delle aziende con cui collaboriamo, dirigenza e responsabili delle risorse umane hanno optato per un maggior numero di colloqui condotti da un pool di manager e pari del candidato che giocano un ruolo fondamentale nella decisione di reclutamento”, sottolinea Moras. “Soprattutto per i ruoli MBA, per cui vengono richiesti tra i 5 e i 7 anni di esperienza, si raggiungono i sette colloqui, il che naturalmente accresce la pressione sui candidati”. Avvalendosi di centri specializzati nell’assessment, le aziende possono inoltre selezionare i candidati sulla base delle competenze, dei profili psicometrici e del potenziale di sviluppo. La possibilità di individuarne motivazioni profonde e bisogni primari permette di valutare l’affinità culturale e personale che consentirà loro di dare il meglio all’interno della nuova azienda.

 

 

 

SDA Bocconi School of Management

 

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