Julia, da Bucarest alla California via Milano

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MASTER CEGA NEL 1994, OGGI L'ALUMNA BOCCONI HA APERTO UNO STUDIO LEGALE A SAN FRANCISCO CHE SI OCCUPA DI CASI DIFFICILI

Dalla Romania all’Italia e poi alla conquista dell’America, in particolare il mito California, ma sempre con Milano nel cuore. Julia Dunbar è oggi titolare di due attività a San Francisco, il Dunbar Law Group, studio di avvocatura che si occupa in particolare di casi legati al tema dell’immigrazione, e il Tax Tiger, che invece aiuta i cittadini a negoziare il proprio contenzioso fiscale con il governo.

“Gran parte del mio successo professionale”, spiega Julia, “lo devo a SDA Bocconi, dove ho frequentato il Master Cega, un predecessore dell’MBA, nel 1994. Studiare qui mi ha aperto la mente, mi ha insegnato come approcciare un problema e come risolverlo. E mi ha dato anche il coraggio di aprire le mie attività”.

Julia, che nel 1987 ha conseguito il Bachelor of science presso l’Università di Bucarest,  dopo il Cega ha cominciato a lavorare a Milano, alla Taiver srl, poi nel 1996, dopo essersi sposata, è volata con il marito negli Stati Uniti, prima tappa Little Rock, Arkansas. “Ho lavorato in uno stabilimento della Pirelli, poi ho deciso di riprendere a studiare e mi sono laureata in giurisprudenza alla University of Arkansas nel 2006”. Una laurea che è stato il viatico a quello che sarebbe stato il suo futuro professionale, prima a Phoenix, in Arizona, quindi in California, dove vive tuttora a Napa, una zona che per conformazione territoriale e abitudini le ricorda molto l’Italia, la Toscana in particolare: “In California, dove per altro sono stata una delle pochissime straniere ad avere ottenuto la licenza per praticare l’avvocatura, mi trovo molto bene e immagino il mio futuro proprio qui, dove sono anche nati i miei due figli. Anche se in Italia torno spesso”. Per quanto riguarda il lavoro, Julia, che ha anche conseguito un master in Transnational Business alla McGeorge School of Law di Sacramento, non ha dubbi nell’indicare negli Stati Uniti il luogo ideale: “Ho lavorato anche a casi importanti”, dice, “uno fra tutti Samsung contro Apple, ma in generale è proprio l’ambiente americano che avvantaggia chi, come me, parla altre lingue”.

Fonte:ViaSarfatti25

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