Architettura e Management | SDA Bocconi School of Management

Architettura e Management

Come il management può contribuire all'eccellenza dell'architettura italiana

Secondo gli ultimi dati di settore, l’Italia ha più architetti e studi di architettura di qualsiasi altro paese in Europa ed è tra i primi dieci paesi al mondo per volume d’affari dei servizi di progettazione. La dimensione e il fatturato medio di impresa sono però tra i più bassi d'Europa.

In questo scenario, come valorizzare il potenziale dell’architettura italiana e favorire il successo anche economico della professione? Quale può essere il contributo del management all’eccellenza del settore?

SDA Bocconi propone un ciclo di workshop per parlare di management con gli architetti.

I workshop sono rivolti agli architetti e a tutti coloro che lavorano in studi di architettura. Sono inoltre aperti a ingegneri, designer e a tutti coloro che sono interessati alla comprensione del settore e delle relative logiche manageriali.

 

   


B. Manzoni,L. Caporarello, F. A. Saviozzi
L’Architetto.
Sette sfide manageriali per la crescita professionale

 
Egea, 2014.

 

 

Gabrio Rossi, Enrico Trivini Bellini e Roberta Gualandris,  R+TB Architetti Associati

 

Gli architetti in SDA Bocconi? Siamo sicuri che una business school sia il posto adatto per un architetto? Dopo aver frequentato i workshop di Architettura & Management possiamo rispondere sì, certamente. Anzi … era ora. L’architetto è un imprenditore inconsapevole e un manager per forza. Diventa dunque indispensabile arricchire il proprio bagaglio tecnico e artistico con competenze di strategia, studio del mercato e dei clienti, controllo dei costi e dei ricavi, gestione delle relazioni con committenti, colleghi e collaboratori.
Il percorso proposto ci ha aiutato a prendere piena coscienza di tutto ciò, ci ha dato strumenti pratici, appresi grazie a simulazioni coinvolgenti e casi svolti, applicabili sin dal giorno dopo nella quotidianità del nostro studio: profittabilità, organizzazione ed efficienza sono così diventati obiettivi comprensibili, condivisi e misurabili. Oggi affrontiamo con maggior consapevolezza e nuova serenità la professione.
Un corpo docente competente e disponibile e un’aula di colleghi curiosi e stimolanti ci hanno aiutato a migliorarci, riflettendo non tanto sul che cosa facciamo ma sul come e perché.

 

Eleonora Beatrice Fontana, architetto

 

Consiglio i Workshop Architettura e Management a tutti gli architetti, junior e senior. Sono occasione di crescita personale e professionale indispensabile e di contenuti efficaci ad immediata implementazione. Il percorso è pensato con grande accuratezza e professionalità e tenuto da docenti appassionati e competenti.
Il taglio è precisamente concentrato sulle realtà degli studi di architettura. Gli argomenti trattati vanno da un'eccellente inquadramento del mercato e da una modellizzazione dei vari attori - dal libero professionista al grande studio internazionale - sino alla strategia di crescita dello studio. L'esposizione frontale è alternata da esercitazioni e discussioni in cui il contributo dei partecipanti è prezioso e ben gestito dai docenti. I materiali rappresentano un'ottima ed esaustiva sintesi di quanto visto a lezione (tale da poter essere richiamata efficacemente anche a distanza di tempo).

 

Virginia Tentori, architetto

 

Le sfide quotidiane impongono alla maggior parte di noi un ripensamento del proprio “essere architetto”. Di fronte alla velocità delle dinamiche in atto occorre porsi in maniera chiara, supportati da una visione imprenditoriale della nostra professione, indipendentemente dall'ambito nel quale ci posizioniamo. Diventa essenziale analizzare, scomporre e poi riposizionare il proprio approccio lavorativo e metodologico e il percorso affrontato con i workshop Architettura e Management è stato importante. Ho ragionato su questioni che trascuravo o su altre che affrontavo in maniera sbagliata, ho rotto il ghiaccio con mondi e visioni che vedevo lontani, ho avuto il coraggio di rimettermi in discussione nonostante le soddisfazioni professionali già raggiunte. Oggi ho cambiato quasi tutto ciò che facevo prima, e sono convinta di farlo decisamente meglio.

 

Cesare Galligani, PLANAIR® Studio di Progettazione Architettonica

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La formazione dell'architetto è sempre stata fondata sulla cultura del progetto: dall'università alle diverse esperienze lavorative dove si impara (e si ruba) il mestiere, fino agli approfondimenti tecnici e specialistici dei percorsi formativi obbligatori dei diversi corsi di aggiornamento professionale.

I workshop Architettura e Management, invece, ribaltano il punto di vista e portano "fuori dal suo territorio" l'architetto: lo spingono a ragionare in termini imprenditoriali, dando gli strumenti e la visione per mettere le cose in discussione. L'architetto può provare così a immaginare un nuovo modo di rispondere alle esigenze dei clienti, ottimizzando i servizi, gestendo le collaborazioni in modo profittevole, innovando i processi e i prodotti per rendere la propria realtà aziendale più competitiva. I workshop non entrano nel merito della visione e della ricerca spaziale di ciascun architetto, ma forniscono le chiavi di lettura e gli strumenti di analisi e di azione per intervenire e modificare coscientemente la direzione della propria attività: un prezioso strumento da affiancare agli altri del mestiere.

 

Livio Fantini, PRJ engineering

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Finalmente una formazione attuale, mirata e pensata per noi architetti. Una formazione che colma molte lacune in ambiti di gestione e sviluppo dello studio e della professione. I contenuti del corso sono stati ad ampio raggio e hanno spaziato dalla gestione del progetto alla crescita dello studio. La suddivisione in moduli ha permesso di customizzare i workshop secondo le proprie esigenze personali. La fruibilità dei contenuti e la chiarezza espositiva dei docenti, unitamente al loro entusiasmo e alla loro vera partecipazione alle problematiche del nostro settore, mi hanno dato modo di dare valore ai contenuti appresi anche in un'ottica di stimolo e motivazione personale. Infine, il clima informale ha reso piacevoli e ancora più istruttivi i workshop.

Davide Bosatra, PRJ engineering

 

Negli ultimi decenni il processo di progettazione si è evoluto e velocizzato. Allo stesso modo anche lo studio di architettura ha dovuto trasformarsi e adeguarsi.
Per lavorare bisogna ragionare come se fossimo un azienda. Ed è a questo punto che entra in gioco l'analisi e lo studio del management per la professione di architetti. Lo studio di architettura deve avere obiettivi, date e scadenze da rispettare, deve avere ben chiaro e preciso quale dovrà essere il suo core business. Deve pianificare come inserirsi nel mercato adottando tutte le strategie di marketing e mediatiche per rendersi visibile. Deve rendersi conto di essere non più un servizio ma un prodotto di vendita.
In questo senso ho trovato utile e interessante il corso in SDA Bocconi: diversa l'offerta di workshop tra cui scegliere, selezionando quelli di maggiore interesse. 

Andrea Borgatti, AB Studio

 

Se dovessi definirmi, sarei un “giovane architetto italiano”, indipendentemente dalla reale esperienza maturata, ma in virtù di provenienza ed età. Esser giovane significa che molti altri mi precedono, soprattutto in Italia dove i professionisti sono 147 mila. L’età non aiuta, ma confido nella geografia. Il fatto di essere italiano mi permette di essere considerato un creativo. Se è vero però quello che dice Diderot, “la sensibilità non è mai disgiunta da una certa debolezza di organizzazione”. Come “giovane architetto italiano” sono probabilmente, quindi, un creativo poco organizzato in un mercato sovraffollato. Come uscirne?
I Workshop hanno centrato il punto: l’organizzazione. Personalmente sono entusiasta di questi corsi perché delineano una possibile via d’uscita per gli studi italiani, che attualmente dissipano gran parte delle loro energie nel tentativo di stare a galla nelle torbide acque della crisi professionale. I corsi in SDA Bocconi insegnano invece come navigare su una solida barca.

     

Tobia Marcotti, ITI Studio

 

Non è più il tempo in cui basta "fare bene” per essere un imprenditore di successo. Parlo volutamente di imprenditore perché, diversamente da quello che molti potrebbero immaginare, oggi anche per fare architettura bisogna essere imprenditori.Fare impresa comporta la conoscenza e l'applicazione di regole e metodiche specifiche, indipendenti dal saper "fare bene" il progetto. Numeri, relazioni personali, processi e strategie sono i macrotemi affrontati nei workshop. Ho partecipato con grande interesse, traendo spunto per la mia realtà e mettendo a fuoco aspetti prima magari solo intuiti. Passo dopo passo in un percorso che ogni giorno si alimenta di contenuti e di forma, senza dare nulla per scontato.

     

Giovanni Salvarani, ingegnere

 

Nel corso della mia esperienza professionale mi sono avvicinato alle tematiche di management e di gestione del rapporto con gli altri attori del progetto in maniera spontanea e impegnata, ma sicuramente poco razionale e probabilmente poco efficace. Ho scelto di partecipare ai workshop perché questi temi non possono essere lasciati al caso o alle doti innate, ma devono essere formati, coltivati e sviluppati alla stregua delle altre discipline che trattiamo nella nostra attività professionale.

I workshop sono stati un’occasione di ripensamento e rimotivazione delle scelte e delle azioni professionali. In aula ho trovato docenti interessanti e interessati non solo a proporre dei concetti, ma impegnati ad adattarli alle nelle nostre singole realtà, oltre a un clima di condivisione tra i partecipanti che facilita l’apprendimento.

Gli incontri sono interessanti e vari perché coniugano teoria e casi pratici, pronti per essere provati e applicati dal giorno dopo in studio e sul lavoro. Non si concludono con la fine dei workshop perché si genera la voglia di lavorare sui temi trattati, di studiare, di ritornarci e di sviluppare nuove idee.

     

Susanna Antico, Studio Susanna Antico Lighting Design



 

Nel mio studio si progetta utilizzando la luce artificiale, che trasforma gli spazi e i colori e ci permette di proseguire le nostra attività anche quando il sole tramonta o se lo spazio non ha aperture. Lavorano nello studio architetti, ingegneri, industrial designer e urbanisti, ma anche interior designer, storici dell’arte e grafici. Un aspetto lega tutti i collaboratori passati e presenti: l’enorme passione per il lavoro artigianale, la progettazione, l’immedesimarsi in nuove situazioni e il non conoscere la stanchezza. Dopo quasi trent’anni di attività ho voluto capire perché, nonostante i successi professionali, lo studio fosse così poco efficiente e i risultati economici così magri.
Nei workshop ho trovato le risposte a molti dei miei interrogativi e sviluppato, applicando gli schemi proposti, sistemi che ci stanno aiutando  a proseguire con un equilibrio migliore e una maggiore efficienza. I workshop toccano molti aspetti ma l’applicazione in studio è fondamentale per cambiare veramente qualcosa. Ho rifiutato un grosso lavoro un mese fa e mai l’avevo fatto a cuore così leggero e con tanta convinzione.

     

Armando Bruno, Studio Marco Piva

 

Quando alla fine degli anni novanta sfogliai in libreria S,M,L,XL di Rem Koolhaas pensai che tutti quei numeri riportati fossero solo un’interpretazione grafica e sintetica della contraddittoria modernità della città di NY. Oggi mi rendo conto che era un pensiero dettato dall’ingenuità tipica dello studente appena uscito dall’università. Ero, infatti, ancora permeato dall’idea che alcune attività professionali godessero il privilegio di potersi concentrare solamente sull’aspetto creativo.
Sappiamo tutti che non è cosi e che non si può prescindere dalla gestione dei diversi consultant, dalle tempistiche da rispettare, dalla contrattualistica internazionale, dai concorsi governativi, dal fatturato, dai contratti Fidic e che tutto questo si traduce in una quantità enorme di numeri. Pertanto il contributo del management nell’organizzazione di una realtà come quella dello Studio Marco Piva diventa indispensabile ed è per questo che ho scelto di frequentare questi interessanti workshop.

     

Daniele Mazzega

 

La crisi del settore edilizio con una forte riduzione d’incarichi di progettazione, con una diminuzione degli importi delle prestazioni professionali richiede un’impostazione manageriale e gestionale, anche per gli studi di progettazione, simile a quelle delle piccole imprese.
I workshop "Architettura e Management" sono stati, in questo senso, un’esperienza fondamentale che ha messo in luce problematiche importanti per una gestione efficace e manageriale degli studi di progettazione, in un settore in cui il mercato della progettazione si orienterà sempre più verso la competizione e la qualità del servizio.

     

Federico Barbero, WIP Architetti srl



 

Renzo Piano dice: “quello dell'architetto è un mestiere antico come cacciare, pescare, coltivare ed esplorare. Dopo la ricerca del cibo viene la ricerca della dimora. Ad un certo punto, l'uomo, insoddisfatto dei rifugi offerti dalla natura, è diventato architetto”. Esattamente al pari di quegli antichi mestieri, anche il mestiere dell’architetto è cambiato. Chi fa l’architetto oggi sa bene che non basta più essere un valido e preparato progettista per stare sul mercato. Soddisfare quotidianamente le richieste della clientela richiede un incessante aggiornamento da parte degli architetti. Gli studi di architettura si devono strutturare (e molti lo hanno fatto da anni) con le logiche di un’azienda, devono investire in risorse e in formazione. Il ruolo di un bravo manager diventa importante tanto quanto quello di un bravo progettista.
Durante i workshop quest'ultimo concetto è chiaramente emerso;  oltre ad avere ricevuto dei validissimi contributi professionali, mi ha fatto molto piacere constatare di essere oggetto di interesse, studi ed approfondimenti da parte di una scuola di formazione manageriale.

     

Sabrina Bignami, b-arch studio



 

Il mio studio rappresenta forse la dimensione italiana tipica: siamo tra i 5 e gli 8 professionisti, ma nessuno si occupa specificatamente di efficienza ed organizzazione. Questo aspetto è sempre stato gestito direttamente da me, fondatrice dello studio, con la consapevolezza della fragilità di questo approccio. L'impatto con il mercato estero ha reso ancora più fragile questa coesistenza di ruoli, il creativo e il manager, senza preparazione se non quella delle proprie capacità personali.
I workshop hanno rappresentato per me la possibilità di iniziare un percorso di pensiero e di metodo su questioni di management – spesso appannaggio solo dei grandi studi di architettura – applicabili invece alla dimensione medio piccola.
Nella piccola dimensione italiana, spesso vissuta come limite, c’è una grande forza che risiede nella sua stessa flessibilità e dinamicità. Dopo le prime commesse estere, il nostro studio ha deciso di organizzarsi in network. E per il network, l'approccio manageriale è la chiave di volta.

     

Valeria Bottelli, Presidente Ordine degli Architetti di Milano



 

Come architetti siamo chiamati ogni giorno a essere bravi coordinatori e organizzatori del progetto, delle sue fasi sempre più complesse, dei molti attori presenti nel processo di progettazione e realizzazione di un'opera. Siamo stati formati per questo e l'esperienza contribuisce ad affinare continuamente questa expertise. Peccato che non siamo stati affatto formati per rivolgere questa expertise all'interno delle nostre strutture professionali, spesso male organizzate, con risorse poco valorizzate e armonizzate, con obiettivi strategici ed economici vaghi, non espliciti, confusi.
La partecipazione ai workshop, in veste di consigliere dell'Ordine degli Architetti di Milano, mi ha fornito innumerevoli stimoli di riflessione su questo necessario cambio di prospettiva: guardare a noi stessi come siamo abituati a guardare ai nostri clienti. Tutto questo, poi, con l’approccio didattico di SDA Bocconi, che ci ha aiutato, come architetti, a collocarci anche nella più ampia famiglia delle professional practices, allargando quindi ulteriormente lo sguardo. Un buon inizio che spero potrà produrre molte e diverse ricadute e confronti.

     

Andrea Cini, CINI + Partners Architetti

 

Per ripensare e ricomporre la nostra mentalità di architetti progettisti al fine di offrire più qualità, il management è fondamentale. Applicato agli studi di architettura sembra una contraddizione ma nella pratica diventa improcrastinabile. La nostra professione si è evoluta verso la multidisciplinarità e l'architetto ha assunto anche un ruolo centrale di “direzione d'orchestra”. Noi architetti offriamo un prodotto, per arrivare al quale è indispensabile interagire con le altre professionalità che partecipano alla progettazione, gestirle ed ottimizzarle per raggiungere l'obiettivo massimo della qualità.
Ottima l'iniziativa di SDA Bocconi che con i workshop fornisce gli strumenti necessari all'implementazione manageriale degli studi di architettura.

     

Gianfranco Colombo, Architetto



 

L’esperienza come Senior Architect e Project Manager in progetti di medio e grande respiro mi aveva restituito l’immagine di una professione dove qualcosa di importante, profondo e strutturale mancava. La professione non ne era orfana di management, semplicemente non lo aveva mai trasformato in un modo di pensare e in un metodo operativo. Anche quando si provava a dare una struttura manageriale alla gestione della singola commessa, si incontravano difficoltà nel trasferire tale visione alla gestione dello studio. Il risultato: mancanza di strutturazione del team, processi decisionali vaghi, nessun strumento per la gestione di conflitti.
I Workshop hanno fornito una visione e stanno costruendo in progress un modello di riferimento per la gestione del lavoro, dei team, del marketing, del posizionamento, dei tempi e dei bilanci. Importantissimo e interessantissimo lo studio di case history. Workshop e percorsi interdisciplinari per la nostra professione rappresentano un inestimabile valore aggiunto per la presa di coscienza dell’importanza del management nell’architettura.

     

Alessandro Farroni, DAXE srl



 

Ho frequentato il corso di laurea in economia e commercio, senza però tralasciare di coltivare un'autentica passione per l'architettura. Mescolando come spesso avviene l'utile al dilettevole, ho costruito la mia professione applicando le discipline economico-manageriali per la qualità e l'innovazione dei processi di progettazione e costruzione di opere edili. Il desiderio di confronto con esperti di management e architetti che non fossero clienti/colleghi mi ha spinto a partecipare all'intero ciclo dei workshop. Ho potuto per la prima volta evitare di coniugare management e architettura da autodidatta. L'approfondimento, attraverso i workshop, delle discipline economico-manageriali per la gestione delle organizzazioni che erogano servizi di architettura e per la gestione del processo di engineering-design è stato vissuto personalmente come una messa a sistema delle informazioni che tra attività di studio ed expertise ho negli anni acquisito. Per un architetto partecipare a percorsi formativi di tale genere è un completamento essenziale in termini di competenze necessarie all’avvio e allo sviluppo dell'attività professionale.

     

Orietta Fiorenza, architetto

 

Architetto a Milano dal 1990 mi definisco una progettista “trasversale”, avendo, in più di 20 anni di attività e di passione per il mestiere e per l’architettura, attraversato campi diversi che compongono oggi un curriculum variegato. Credo strenuamente nella necessità di strutturare la formazione dell’architetto con maggiori competenze di tipo manageriale, sia per quanto riguarda gli aspetti di gestione manageriale dei progetti, sia per quanto riguarda l'organizzazione gestionale degli studi di architettura. E questo indipendentemente dalla grandezza dello studio stesso. Non è un problema di risorse, ma di mentalità.
Sono molto contenta che stiano nascendo nuove forme di collaborazione e formazione interdisciplinare tra la SDA Bocconi e il mondo delle professioni cosiddette “creative”: in questo come in altri campi c'è bisogno di contaminazione.

     

Matteo A.V. Fugazza, Studio Associato Fugazza

 

Nella vita di uno studio professionale di sei persone come il mio il management è la razionalizzazione di “buone regole di bottega” che applichiamo da svariati lustri e ci tramandiamo diligentemente. Il management ha sostanzialmente trasformato la buona e cattiva gestione professionale in un insieme di “regole” e “indici” confrontabili, analizzabili, modificabili e sviluppabili per permettere di capire se “la barca affonda” prima che sia troppo tardi e soprattutto indirizzare il business verso obiettivi di qualità, potendone verificare i risultati.
La partecipazione a queste iniziative ci ha permesso di conoscere diversi metodi di analisi e confronto per affrontare strategicamente lo sviluppo del nostro studio e pianificare le scelte imprenditoriali future. L’illustrazione di case history ha manifestamente mostrato, attraverso successi e fallimenti, come si possano affrontare le sfide del mercato e della professione applicando sul campo gli strumenti di project management.

     

Alessandro Gattara, architetto

 

Ho seguito i workshop "Architettura e Management" subito dopo la laurea in Architettura. Nelle esperienze professionali che fino ad ora ho affrontato in uffici di piccole dimensioni in Italia e all'estero, ho trovato una scarsissima attenzione verso i temi della gestione aziendale, come se questi non riguardassero gli studi di architettura. Lo stesso atteggiamento si trova anche nelle Facoltà di Architettura. Alla SDA Bocconi ho imparato invece come cercare di equilibrare le esigenze creative con i requisiti economici per realizzare un'efficiente pratica professionale.

     

Abele Lalli, architetto

 

Da architetto che opera attualmente come professionista singolo dopo aver collaborato con studi di varie dimensioni anche fuori dall'Italia, osservo la criticità del fattore organizzativo a tutte le scale. Soprattutto perché tra organizzazione consapevole e non-consapevole c’è un abisso. Tutto il processo architettonico, dalla progettazione alla realizzazione, è anche gestionale ed è inserito all'interno dello studio di architettura, che va, esso stesso, organizzato e gestito. Se non c’è consapevolezza di strumenti e di modalità attuative, i risultati sono casuali. E se si sta sul mercato, ciò può fare la differenza tra successo e fallimento.
I workshop hanno avuto il merito di entrare per primi nello specifico della professione di architetto, focalizzandosi sull’aspetto manageriale. Era un'esigenza che probabilmente in molti sentivamo e il riscontro è stato per tutti noi positivo. I docenti hanno esplicitato in modo chiaro, dal punto di vista teorico e operativo, che l'aspetto manageriale deve confrontarsi costruttivamente con quello creativo in qualsiasi realtà e a qualsiasi scala.