Progettare un buon sistema di reporting è sicuramente una sfida importante, alla quale però spesso si risponde solo aumentando la “quantità” di report messi a disposizione del management. È una tattica rischiosa: può confondere l’attenzione dei destinatari, può spingere a concentrarsi più sulle modalità di rilevamento che sui problemi che emergono e a privilegiare le “buone notizie”, facendo perdere di vista il reale potenziale diagnostico della reportistica.
Risulta essenziale dunque disporre di una valida metodologia di check-up per valutare il grado di efficacia della propria attività di reporting e orientare lo sforzo di (ri)progettazione della stessa. Nasce con questo obiettivo il secondo modulo del Programma Intensivo.
Contenuti
• L’identificazione dei punti di forza e di debolezza del sistema di reporting aziendale
• La scelta degli oggetti-chiave da monitorare (aree di risultato, unità organizzative, mercati, prodotti ecc.)
• I parametri di misurazione (la costruzione dei conti economici parziali e dei key financial indicator d’impresa e di
aree di attività)
• L’uso del sistema di reporting per valutare le scelte aziendali e i responsabili di unità/funzione
• La scelta dei tempi di misurazione
• Le metodologie di interpretazione delle evidenze (analisi degli scostamenti)
• La costruzione dei cruscotti aziendali (di direzione, di divisione, di funzione)
• L’orientamento del sistema di reporting al valore.
Tutti i temi saranno affrontati in aula tanto dal punto di vista teorico quanto nei loro risvolti pratici, attraverso la presentazione di casi aziendali e la discussione di problematiche concrete segnalate dai partecipanti.