Giovedì, 28 Settembre 2017

Una sfida per gli strateghi e gli imprenditori di domani

La strategia è un talento naturale come la capacità di analisi, lo spirito di collaborazione o la leadership?

La domanda è di quelle che possono aprire dibattiti interminabili. L’abbiamo fatta a Francesco Saviozzi, Direttore del Master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale - MISA, che propone una sfida – il MISA Challenge - proprio per fare emergere questi talenti. In palio ci sono quattro borse di studio per l’ammissione al Programma e un lungo viaggio verso la comprensione strutturata della realtà aziendale e lo sviluppo dell’attitudine imprenditoriale.

La strategia è da sempre l’arma vincente o la spina nel fianco delle aziende di tutte le dimensioni e i settori, spesso lo spartiacque tra il successo e la crisi d’impresa. Alla fine di un decennio difficile come quello appena trascorso è cambiato il modo di pensare la strategia aziendale? E con quale impatto sulle nuove leve in azienda?

Se non è già cambiato, senza dubbio deve cambiare. Per le nuove generazioni è, al contempo, una sfida e un’opportunità. I giovani non possono limitarsi a riproporre i modelli conosciuti e applicati prima di loro, ma devono guardare al futuro delle imprese con occhi nuovi. Soprattutto devono fare i conti con un contesto che cambia molto più velocemente di una volta. Credo che a un giovane che entra in azienda oggi siano necessarie due attitudini fondamentali: da un lato, una visione organica e trasversale dell’azienda, dei mercati e di tutte le variabili del contesto per capire rapidamente le regole del gioco attuali e immaginarne gli sviluppi futuri; dall’altro, la capacità di trasformare l’incertezza che deriva dal cambiamento continuo in un valore positivo e quindi in forza e in opportunità, come fanno gli imprenditori. Il pensiero strategico non può più essere solo un’esclusiva dell’imprenditore o dell’amministratore delegato ma deve permeare tutta l’organizzazione e diventare un requisito per ogni manager, a qualsiasi livello e a prescindere dalla propria job description e dal proprio ruolo specifico.

Il MISA Challenge mette alla prova proprio questi valori fondamentali. Come è nata questa iniziativa?

È nata proprio con la filosofia del challenge, una sfida nella quale giovani di talento si mettono alla prova in base alle loro capacità per l’assegnazione di quattro borse di studio. È un investimento importante di SDA Bocconi e MISA per sostenere la crescita di futuri manager e imprenditori. Ma al di là delle borse di studio. è un’esperienza che consiglio a tutti coloro che sono interessati a partecipare al Programma e a vivere un’esperienza che anticipa molte delle attività che si svolgeranno in aula. Per partecipare è sufficiente essere in linea con i requisiti di ammissione e aver compilato la domanda.

Come vengono messe alla prova queste capacità? In altre parole, come si “misura” una competenza complessa come la strategia aziendale?

Partiamo dalla prima fase del Challenge: l’analisi di un caso aziendale. Qui si valuta, appunto, la visione generale del problema e la capacità di “unire i punti”, cioè di costruire un disegno strategico unitario mettendo insieme diverse informazioni specifiche, perché i dati e i numeri hanno senso solo se letti con lenti sistemiche. Poi viene premiata una lettura critica della realtà che vada oltre la mera descrizione dei fatti.
Per la nostra esperienza, questa abilità non è necessariamente legata solo a una formazione di tipo economico, ma è trasversale a qualsiasi percorso di istruzione. Lo testimonia la composizione abituale dell’aula MISA: la metà ha una formazione economia, il resto si divide tra lauree scientifiche e studi umanistici. La diversità è estremamente stimolante per la crescita professionale dei partecipanti e per noi è un motivo di orgoglio.

In pratica come si svolge il MISA Challenge? E quali sono i premi per i vincitori?

Il Challenge si svolge in due fasi: l’Online Case Challenge, a ottobre, prevede l’esame di un caso aziendale e la risposta a 21 domande multiple choice e 3 aperte, in un tempo limitato. I 10 partecipanti con i migliori risultati accederanno alla seconda fase, il Live Challenge, in SDA Bocconi a novembre. Qui verrà fornito un task (un breve caso, un problema di gestione aziendale, un’analisi di mercato, ecc.) che dovrà essere svolto e presentato in aula alla commissione di valutazione. Oltre ai criteri già visti, conterà anche la capacità di esporre in maniera convincente ed efficace le proprie soluzioni.
Al primo classificato andrà un esonero completo per la partecipazione al MISA 2018, del valore di 25.000 euro, al secondo classificato un esonero parziale di 12.500, mentre al terzo e al quarto classificato due esoneri di 6.250 euro.

Quindi possiamo concludere che la stategia e l’imprenditorialità possono essere insegnate? E che anzi una formazione specifica fa la differenza?

Direi proprio di sì, la strategia si può coltivare e addestrare. Quello che un programma di formazione su questi temi deve dare è soprattutto la capacità di leggere il sistema nel suo complesso e di contribuire a tracciarne le linee di sviluppo futuro. È una prospettiva diversa rispetto ai programmi che si concentrano su competenze specialistiche. Se penso a tutte le persone che ho incontrato nelle edizioni di questo Master vedo facce, storie e percorsi professionali molto diversi tra loro: chi lavora in azienda occupandosi di strategia, marketing, vendite o finanza, chi ha lanciato con successo la propria start-up, chi ha completato un passaggio generazionale nell’azienda di famiglia. Però c’è sempre qualcosa che le accomuna tutte e che forse è proprio ciò che rivela quel talento naturale di cui stiamo parlando: è il desiderio di essere imprenditori del proprio talento e l’attitudine a mettersi sistematicamente in gioco. Significa essere differenti per fare la differenza nella realtà in cui si agisce.

SDA Bocconi School of Management